La donna. I bambini. Temi centrali dei dipinti di Giorgia Scoma. Argomenti non nuovi, per certi versi abusati. Che cosa significano qui? La pittrice esplora il lato interiore del soggetto, mettendolo in relazione con la natura e con il paesaggio ma, ponendo sempre al centro il pensiero. L’accostamento con i fiori è facile e raffigura l’intimo. In un certo senso, troviamo lo stesso stimolo di correlazione in Georgia Keeffe, con i pistilli in evidenza. L’Io è inteso come fulcro del mondo personale espresso attraverso il nome. È una procedura comune nel romanzo ottocentesco: il nome del protagonista è spesso anche il titolo dell’opera. È lo stesso principio del “Mondo di Christina” di Andrew Wyeth, ma per l’americano lo sfondo ha un chiaro valore semantico nella lettura del quadro mentre in Scoma c’è solo la persona, senza reali riferimenti esterni, e l’ego racchiude ogni possibile accezione mondana. I bambini, nel loro realismo, sono la personificazione del futuro prossimo e hanno la stessa grana cromatica del “Ragazzo in giardino” di Victor Borisov-Musatov.